Dichiarazioni di voto ddl di revisione costituzionale

Posted on 21.04.2021 Comments

Si sono violati gli art. Le altre regioni con tre senatori Umbria, Tutte queste questioni sono state esposte in un ricorso, che deve approdare in Corte Costituzionale con urgenza. Le votazioni per il referendum non si possono tenere lo stesso giorno di regionali e comunali. Sono due logiche opposte. Nelle elezioni vige il principio del pluralismo, nei referendum la bipolarizzazione tra favorevoli e contrari trasversale agli schieramenti politici. Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam.

Scopri come i tuoi dati vengono elaborati. Felice Besostri. Leggi: costituzione referendum taglio dei parlamentari. La vita mancata. Regia di Armando Punzo. Il programma di trentaannidifortezza. Collaboratori del Messaggero, il direttore Massimo Martinelli segnalato al Consiglio di disciplina. Forum su Coronavirus e informazione ParoleNonPietre. Per i giornalisti e non solo. Facebook Articolo Ventuno. Twitter Tweets by Artventuno. Sostieni Articolo Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori.

Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro utilizzo.Antonio Atte. Commenti: 0. Nel commentare la sconfitta, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi ieri Renzi ha affermato:. Credo che per cambiare questo sistema politico in cui i leader sono sempre gli stessi e si scambiano gli incarichi ma non cambiano il Paese, non si possa far finta che tutti rimangano incollati alle proprie consuetudini prima ancora che alle proprie poltrone.

Volevo cancellare le troppe poltrone della politica: il Senato, le Province, il Cnel. Il referendum costituzionale ha visto una massiccia partecipazione degli elettori.

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Il capo del governo, nelle fasi finali della campagna elettorale, ha smesso di parlare di sue eventuali dimissioni, esortando media e opinione pubblica a focalizzare la propria attenzione sul contenuto del testo che gli italiani hanno fragorosamente respinto. Vedi anche la nostra Infografica sul referendum costituzionaleper capire cosa si vota in 10 punti.

Leggi anche: Referendum costituzionale, data e giorno: quando e come si vota? Ma quali sono i contenuti della riforma costituzionale e su cosa sono stati chiamati a esprimersi gli elettori? Potrebbe interessarti anche: Referendum costituzionale: Renzi vs. Berlusconiriforme a confronto. Tutte le ragioni anti-riforma sono dichiarate sul sito ufficiale del comitato del No.

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Potrebbe interessarti anche: Referendum Costituzionalecosa succede se vince il No? Articolo originale pubblicato su Money. I pro e contro della riforma. Selezionati per te. Trading online in Demo. Antonio Atte 5 Dicembre - 5 Dicembre - Commenti: 0. Ecco le ragioni dei favorevoli e dei contrari.

Iscriviti alla newsletter.L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge costituzionale n.

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Del pari, non sono ammesse questioni pregiudiziali e sospensive. Sono ammesse le dichiarazioni di voto. Passiamo alla votazione finale. Domando di parlare per dichiarazione di voto. Richiami del Presidente. Per cortesia, vi prego di sedere e di far silenzio.

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I dati parlano da soli. Osservo: l'articoloconcernente la procedura per la revisione della Costituzione, non ritengo possa contenere questo stravolgimento dei connotati della nostra Carta costituzionale. I senatori del centro-sinistra si levano in piedi. Molte congratulazioni. Non ci sei mai! La prego di non dare il cattivo esempio; altrimenti, devo richiamarla all'ordine con tutte le conseguenze che ne discendono. Commenti dai banchi dell'opposizione.

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Applausi del senatore Chirilli. Commenti della senatrice Pagano. Voi pretendereste di fare le riforme da soli quando siete al potere e di avere il diritto di veto quando sono gli altri ad essere al Governo: neanche il principe De Curtis, quando chiedeva il voto per Antonio La Trippa, se fosse diventato deputato, avrebbe fatto una regola di questo tipo!

Commenti del senatore Garraffa. Signor Presidente, colleghi senatori, ho avuto modo, nel corso delle precedenti discussioni sul disegno di legge di riforma costituzionale che ci accingiamo a votare, di esprimere le riserve e i punti di dissenso dei repubblicani e di avanzare una serie di proposte emendative.

E quel testo noi giudichiamo la soluzione peggiore, motivo di continui conflitti di attribuzione tra Stato e Regioni. Mentre oggi ad esso si propongono alcune utili, anche se ancora inadeguate, correzioni. Applausi dal Gruppo FI. Sono solo il risultato di una logica spartitoria all'interno delle forze del centro-destra.

Queste cosiddette riforme indeboliscono tutti gli organi e gli istituti di garanzia che hanno costituito un argine all'arroganza del Governo di centro?

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Questo dovrebbe essere il compito del federalismo. Credo che oggi voi della maggioranza in questa Aula farete l'esatto contrario.

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Siamo convinti, nel dichiarare il no netto e deciso dell'Italia dei Valori a questa riforma, anche di un'altra cosa.

Siamo convinti che tanti parlamentari probabilmente la pensano come noi e probabilmente votano a favore di questa riforma per vincolo di partito o di maggioranza.

Signor Presidente, la Costituzione di un Paese nasce dalla storia di un popolo e costituisce l'avvio di una nuova storia per quello stesso popolo. La maggioranza di centro-destra fa prevalere per l'ennesima volta la forza dei numeri anche su un tema delicato che riguarda il principio ispiratore della convivenza civile e democratica.

Da ultimo, vorremmo citare il vero e proprio mostro legislativo partorito dalla maggioranza: la devoluzione. Un mostro nato dagli scarti della secessione tanto desiderata dal partito di Bossi, nato da principi opposti a quelli del federalismo.

Nella Carta costituzionale votata dai nostri Padri costituenti, come ci ha ricordato il presidente Scalfaro, vi sono le regole scritte della nostra democrazia. E accanto a quella, come in un perverso gioco di incastri mal riusciti, ciascuna forza di maggioranza ha piantato la propria zeppa, ognuno ha iniettato un antidoto per neutralizzare quello che considera evidentemente un virus istituzionale. In compenso, Padania felix, la Lega rimane al Governo.

Forza Italia ha voluto il Premierato forte, illudendosi forse che Berlusconi sia eterno. Fin qui la Costituzione. Via libera, allora, all'ultima bandierina, influente anche se fuori campo, ossia formalmente fuori dalla riforma costituzionale.Dichiarazioni di voto finale - A. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duilio. Basta pensare al ruolo della Corte costituzionale, al quorum per l'elezione del Presidente della Repubblica, al referendum popolare, ai regolamenti parlamentari che mortificano il ruolo dell'opposizione.

Credo che questo sia uno dei primi aspetti da riconsiderare relativamente al disegno di legge costituzionale di modifica della nostra Costituzione. The second best, come dicono gli inglesi, vale a dire il secondo elemento che vorrei richiamare alla vostra attenzione, riguarda il ruolo del Primo ministro, il cui strapotere produce una mutazione del nostro sistema parlamentare, peraltro in modo subdolo. Sono di fronte ad uno svilimento del Parlamento, che mette questa istituzione gloriosa in una condizione avvilente.

Noi popolari siamo per lo Stato delle autonomie, piuttosto che per uno Stato federalista! Ci troviamo, insomma, in una situazione di pressappochismo giuridico e costituzionale che credo rappresenti un vulnus. Per tutte queste considerazioni, esprimeremo convintamente un voto contrario sul provvedimento in esame, confidando sul fatto che il referendum popolare cancelli questo colpo di mano che si sta realizzando con riferimento alla Costituzione del nostro paese Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Verdi-l'Unione.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maran. Gli annunci del Presidente del Consiglio, Berlusconi, non hanno avuto alcun seguito concreto ed il paese rischia il declino, schiacciato dalle mancate riforme. Disperdere e banalizzare questo patrimonio segnerebbe un pauroso regresso. In questo modo finiremo per avere non una Costituzione, ma una legge costituzionale della maggioranza e del Governo per poi attendere magari che, in futuro, una nuova maggioranza e un nuovo esecutivo approvino a loro volta una nuova e diversa legge di riforma costituzionale.

Una previsione - mi riferisco all'articolo della Costituzione - che, insieme alla disposizione sulla Corte costituzionale, non a caso fu inserita nella sezione della Carta intitolata alle garanzie costituzionali. Semmai, oggi, dopo la trasformazione in senso prevalentemente maggioritario del sistema elettorale, il procedimento consente l'approvazione di modifiche sostenute da un consenso parlamentare troppo ristretto e da un troppo limitato consenso popolare esplicito.

Intanto va chiarito che la proposta non trova la sua vera ragione d'essere in un progetto di effettivo rafforzamento del regionalismo italiano. Il progetto in discussione lascia, tuttavia, alla competenza statale la determinazione dei livelli essenziali dei diritti e le norme generali sull'istruzione, aggiungendo anche le norme generali sulla tutela della salute, mentre resterebbe di competenza concorrente l'istruzione.

Dunque, sarebbe destinato a deliberare sulla base di schieramenti di partito e non sulla base di una provenienza regionale. Concluda, onorevole Maran. Ho terminato, signor Presidente. Invito i colleghi a rispettare i tempi. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zaccaria.Voi avete ottenuto nelle ultime elezioni nel maggioritario alla Camera il 45,4 per cento dei voti validi e nel proporzionale il 49 per cento, includendo anche quelle parti politiche che non hanno raggiunto la quota di sbarramento.

Quindi, rappresentate meno del 30 per cento dei cittadini italiani ed il 30 per cento non scrive le regole che debbono valere per tutti i cittadini.

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Introducete un presidenzialismo camuffato e concentrate la rappresentanza del popolo nella persona del Capo del Governo. Siete affascinati dall'idea dei poteri in capo ad un uomo solo e vi inventate una forma di monocratismo del tutto estraneo ai regimi parlamentari europei.

Signor Presidente, signori Sottosegretari, complessivamente il disegno di legge costituzionale presenta alcuni aspetti che inducono ad una valutazione positiva. Purtroppo i lati deboli sono preponderanti; quindi, devo anticipare sin d'ora il voto contrario del Gruppo Per le Autonomie. Per quanto riguarda in modo specifico le autonomie speciali, apprezziamo particolarmente l'approvazione in Commissione di un emendamento da noi proposto.

Quarantadue presidenti regionali contro i duecento senatori sicuramente non riusciranno a dare al Consesso una vera matrice federale. La riforma tende a spostare l'asse di potere verso il Presidente del Consiglio, allontanandolo dal Presidente della Repubblica. Altro che federalismo! Riscontriamo una malcelata diffidenza nei confronti delle Regioni. Il testo del disegno di legge attuale lascia intendere che lo Stato non ha intenzione di configurare una vera intesa sostanziale per la modifica degli statuti speciali.

Queste valutazioni ci portano ad esprimere, come Gruppo per le Autonomie, un voto nettamente contrario al disegno di legge costituzionale sulle riforme istituzionali. Applausi della senatrice Thaler Ausserhofer e del senatore Ripamonti. Domando di parlare per dichiarazione di voto. I senatori Falomi e Fabris chiedono di intervenire.

Colleghi, vi prego; come ho detto do la parola al senatore Turroni per svolgere solo la dichiarazione di voto. Altre questioni potranno essere discusse al termine di questa fase procedurale. Non potete fare come vi pare. Commenti dei senatori Fabris, Falomi, Turroni e della senatrice Dentamaro. Senatore Turroni, la prego di intervenire.

Commenti dei senatori Falomi, Fabris e della senatrice Dentamaro. Senatori Fabris e Falomi, vi prego. Senatore Falomi, le ricordo che lei ha un Capogruppo. Commenti dei senatori Falomi, Fabris, Turroni e della senatrice Dentamaro. Senatore Turroni, la prego. Senatore Turroni, la prego di iniziare la sua dichiarazione di voto. Il senatore Falomi si imbavaglia. La prego nuovamente di iniziare il suo intervento, senatore Turroni.

Chieda aiuto anche ai suoi colleghi, per cortesia.Si tratta del quarto referendum confermativo nella storia della Repubblica. Il referendum non richiede il raggiungimento di un quorum per avere efficacia.

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All'entrata in vigore della Costituzione italiana nelgli articoli 56 e 57 non individuavano un numero massimo di parlamentari da eleggere. Infatti, era prevista l'elezione di un deputato ogni Scopo della riforma fu garantire un miglior equilibrio funzionale del sistema bicamerale; peraltro, il rapporto fisso di 2 a 1 dei parlamentari di Camera e Senato avrebbe tutelato la rappresentanza senatoriale in occasione delle sedute comuni del Parlamento.

Il progetto di revisione costituzionale delvarato nella XIV legislatura su iniziativa del centro-destra durante il Governo Berlusconi IIIprevedeva in particolare la riduzione del numero di deputati da ae di senatori da a Nel venne approvato in prima lettura al Senato una riforma che diminuiva i parlamentari da a deputati e senatorima anche questa volta la XVI legislatura venne chiusa in anticipo, con il conseguente decadimento dell'iter.

La successiva proposta di riforma costituzionale Renzi-Boschi del prevedeva, oltre alla ridefinizione del ruolo del Senato della Repubblica, che il numero dei senatori eletti fosse ridotto da a soli 95 membri nominati dai Consigli regionali fra i loro stessi componenti e fra i sindaci dei propri territori; nessuna modifica numerica era invece prevista per la Camera dei deputati.

L'articolo 1 modifica l'articolo 56 della Costituzione riducendo il numero dei deputati da a Il numero dei deputati eletti nella Circoscrizione Estero passa da 12 a 8. L'articolo 2 modifica l'articolo 57 della Costituzione riducendo il numero dei senatori elettivi da a Il numero dei senatori eletti nella Circoscrizione Estero passa da 6 a 4.

Il numero minimo di senatori assegnato ad ogni regione si abbassa da 7 a 3. Nel nuovo testo, inoltre, le due Province autonome di Trento e Bolzano vengono equiparate alle regioni, assicurandosi tre senatori a testa. Rimangono invece invariati i seggi assegnati al Molise 2 e alla Valle d'Aosta 1. L'articolo 3 modifica l'articolo 59 della Costituzione chiarendo che il numero massimo di senatori a vita di nomina del presidente della Repubblica non possa in alcun caso essere superiore a 5.

L'articolo 4 disciplina infine l'entrata in vigore delle nuove disposizioni di legge stabilendo che esse si applicano a decorrere dalla data del primo scioglimento delle Camere successivo alla data di entrata in vigore della legge costituzionale e comunque non prima che siano decorsi 60 giorni dalla predetta data di entrata in vigore. Di seguito la cronologia dell'iter parlamentare della riforma e dei passaggi formali necessari al referendum:.

I senatori richiedenti sono stati 71, numero superiore ai 64 senatori corrispondenti ad un quinto dei membri del Senato della Repubblica previsto dall'articolo della Costituzione: [25].

Referendum costituzionale in Italia del Democrazia diretta. Questa voce o sezione contiene informazioni riguardanti una tornata elettorale attesa o annunciata o i cui dati non sono ancora ufficiali. Il contenuto potrebbe cambiare radicalmente non appena i risultati saranno proclamati ufficialmente dagli uffici elettorali competenti.

Per favore, non aggiungere speculazioni alla voce.

Referendum costituzionale 2016: vince il No. I pro e contro della riforma

URL consultato il 18 luglio URL consultato il 31 gennaio archiviato il 25 gennaio urlarchivio richiede url aiuto. Parametro sconosciuto. URL consultato il 25 gennaio archiviato il 29 dicembre URL consultato il 25 gennaio archiviato il 25 gennaio URL consultato il 25 gennaio Ridurre i parlamentari per rafforzare i partiti ed escludere i cittadini dalla vita del paesesu Radio Radicale17 ottobre Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisicchio. Ho umanamente apprezzato il fervore riformista che ha animato i colleghi della maggioranza, ed anche la partecipazione dei colleghi di minoranza, in queste lunghe sedute.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole La Malfa. Devo dire che la mia parte politica, che ha sempre partecipato alla vita repubblicana dal dopoguerra, ha sempre guardato con grande preoccupazione e diffidenza al grande sforzo di riforma della Costituzione di cui si parla ormai da vent'anni. I difetti, le debolezze della vita istituzionale del nostro paese hanno riflesso la sua storia nel corso del secolo XX. All'epoca io facevo parte del centrosinistra.

Mi fu risposto che, quando una maggioranza ha i numeri, l'articolo rappresenta sufficiente motivo per votare.

Trovo molto pericoloso scrivere norme sul premierato che indeboliscono troppo il Parlamento. Noi non possiamo rischiare di sacrificare il valore della partecipazione dei cittadini, che si esprime attraverso l'elezione di deputati, attraverso un sistema nel quale ci sia la voce del capo dell'opposizione e la voce del capo della maggioranza.

O si sceglie una dialettica con l'uomo scelto per guidare l'esecutivo dal popolo o si sceglie un Governo espresso dal Parlamento, con il Parlamento che mantiene il potere sostanziale di costituzione e di formazione dei governi.

Dall'altro lato, dobbiamo, purtroppo, constatare come il percorso in senso federale di questa riforma sia venuto meno in diverse occasioni. Il nuovo Senato federale, non attribuendo una rappresentanza vera alle autonomie, poco si discosta dal modello attuale, pur promettendo una rappresentanza allargata e diversificata.

Inoltre, sono state eliminate numerose competenze attribuite alle regioni sotto il falso pretesto del mantenimento della salvaguardia dell'interesse nazionale. Nel merito, se il testo approvato dal Senato poteva essere condivisibile, ora si sono creati, chiaramente, i presupposti per un centralismo rigido e poco conciliante con una riforma costituzionale che voglia valorizzare il ruolo delle regioni in senso federale.

Auspichiamo, dunque, che si riprenda il dibattito ed il confronto su questi aspetti, per permettere di giungere ad una soluzione condivisa.

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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mazzuca Poggiolini. Signor Presidente, a nome dei repubblicani europei, con determinazione e dolore, esprimo voto contrario su questo provvedimento, che induce in tutti i democratici italiani autentica preoccupazione.

Tale equilibrio voi lo avete distrutto, a favore di una forma di presidenzialismo arretrato e pericoloso. Un popolo sovrano, quindi, che elesse i nostri padri costituenti, consapevoli tutti - siano stati di maggioranza o di opposizione - del compito impegnativo ed esaltante che avrebbero dovuto affrontare, e che hanno egregiamente risolto.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rodeghiero. Nell'analisi di quello che viviamo del nostro paese, non consci pienamente della portata globale che riveste anche una Carta costituzionale nei meccanismi di funzionamento non solo del contesto nazionale, ma anche nei rapporti internazionali.

Abbiamo adottato il termine federalismo, finalmente, nella Carta costituzionale, oltre a prevederne l'applicazione dei principi. Onorevole Rodeghiero Due parole ancora L'Europa degli Stati si ricostruisce sulla rovina degli Stati, i quali, desovranizzati dall'economia, devolvono ad organi comuni parte delle loro competenze, anche politiche. Ecco il cammino che stiamo facendo con questa riforma. Manca ancora il federalismo fiscale. Lo stiamo applicando in Europa, vogliamo applicarlo anche in Italia: porre al centro la persona, al cui servizio stanno le istituzioni.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sterpa, al quale chiedo di rispettare il tempo a sua disposizione. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tabacci. Signor Presidente, inizialmente avevo immaginato che questo dibattito consentisse di inquadrare la devoluzione nella revisione del Titolo V correggendo la riforma voluta erroneamente dal centrosinistra nella passata legislatura e di trasferire in sede di Assemblea costituente la revisione delle altre parti.

Infatti, Governo, rapporti tra Governo e Parlamento e procedimento legislativo non apparivano argomenti del tutto maturi. Devo comunque dare atto alla Commissione del tentativo di correggere il testo licenziato dal Senato. Al Senato il lavoro era stato fortemente influenzato da presunti saggi che avevano operato in un clima ferragostano e da una tentazione un po' sindacale di quel ramo del Parlamento. Quindi, era molto difficile che le cose potessero essere politicamente raddrizzate.

Onorevole Tabacci